Tanzania proibisce ai prestatori digitali non autorizzati di operare nel paese

Tanzania proibisce ai prestatori digitali non autorizzati di operare nel paese

Tanzania proibisce ai prestatori digitali non autorizzati di operare nel paese

Introduzione

La Banca Centrale della Tanzania ha annunciato che non permetterà più ai prestatori digitali non autorizzati di operare nel paese. Questa decisione fa seguito a pratiche di prestito discutibili come il “debt-shaming” dei debitori morosi e l’applicazione di tassi di interesse elevati. La Banca Centrale ha invitato i clienti a verificare che le società di prestito abbiano una licenza valida prima di utilizzare i loro servizi. Questa misura avrà un impatto su oltre 100 app che fornivano prestiti istantanei a circa il 30% degli utenti di telefonia mobile che non hanno un reddito regolare o rapporti con istituti finanziari tradizionali come banche e cooperative.

Le nuove restrizioni della Banca Centrale

La Banca Centrale della Tanzania ha deciso di imporre nuove restrizioni per regolamentare l’operato dei prestatori digitali nel paese. Secondo la sezione 16(1) del Microfinance Act 2018, è considerato reato concedere prestiti senza una licenza valida. Questa direttiva si applica anche alle piattaforme di prestito digitale. L’obiettivo di questa misura è proteggere i consumatori e garantire che i prestatori siano trasparenti riguardo alle condizioni e ai costi dei prestiti. I prestatori autorizzati saranno tenuti a stipulare accordi di prestito firmati con i debitori, che includano i termini e le condizioni del prestito, inclusi i costi totali, i tassi di interesse e le penali per i pagamenti in ritardo.

La necessità di una maggiore trasparenza

Attualmente, le app di prestito digitale non forniscono accordi dettagliati in quanto gli utenti possono ottenere i prestiti con un semplice clic. Questa mancanza di trasparenza può portare a situazioni di sfruttamento e sovraindebitamento. La Banca Centrale ha quindi invitato il pubblico a leggere attentamente gli accordi di prestito proposti e a verificare che il prestatore abbia una licenza valida rilasciata dalla Banca Centrale. Questa misura mira a proteggere i consumatori e a promuovere una maggiore responsabilità da parte dei prestatori digitali.

Le ripercussioni della decisione

La decisione della Banca Centrale della Tanzania segue una mossa simile adottata dal Kenya, che ha vietato oltre 100 prestatori digitali non autorizzati. Inoltre, il Kenya ha ridotto il numero di app di prestito mobile autorizzate a 50. Questa tendenza indica una crescente consapevolezza da parte dei regolatori africani riguardo ai rischi associati ai prestatori digitali non autorizzati e alla necessità di proteggere i consumatori da pratiche predatorie e usuraie.

Conclusioni

La decisione della Banca Centrale della Tanzania di vietare ai prestatori digitali non autorizzati di operare nel paese rappresenta un passo importante per proteggere i consumatori e promuovere una maggiore trasparenza nel settore dei prestiti digitali. Questa misura contribuirà ad evitare pratiche predatorie e sovraindebitamento, garantendo che i prestatori autorizzati rispettino standard di condotta adeguati. Allo stesso tempo, illustra l’importanza crescente che i regolatori africani danno alla creazione di un ambiente fintech sicuro e sostenibile per promuovere l’inclusione finanziaria e lo sviluppo economico del continente africano e dei suoi paesi.

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