Tanzania: Rinascita Mineraria e Progresso Economico

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Tanzania: Nuova Alba per il Settore Minerario

Il paese dell’Africa orientale è testimone di una rinovata vitalità nel suo settore minerario, che viene riscoperto come motore principale per la crescita economica e lo sviluppo sostenibile. Incoraggiata dai legami storici con le proprie risorse naturali, la Tanzania sembra destinata a iniziare un nuovo capitolo nella sua storia mineraria, puntando a trasformare le comunità locali e ad attrarre investimenti internazionali.

Tre cose da sapere:

  1. Crescita economica guidata dal settore minerario
    La Tanzania mostra un incremento notevole del contributo del settore minerario al PIL nazionale, passando dal 6,7% al 7,2% nel periodo 2020/2021. La crescita è tangibile anche nell’espansione dell’esportazione di beni non tradizionali guidata, in particolar modo, dall’oro e dal carbone. Le esportazioni di oro da agosto 2022 a agosto 2023 hanno raggiunto i 2,95 miliardi di USD, costituendo il 39% del valore totale delle esportazioni, mentre quelle di carbone sono incrmenteate significativamente. Tali guadagni riflettono una politica governativa orientata ad ottimizzare l’estrazione mineraria nel paese, con l’obiettivo di generare un impatto positivo sulle comunità locali.

  2. Legislazione e sfide normative
    La Tanzania ha introdotto emendamenti alla Mining Act per rafforzare le pratiche minerarie etiche e migliorare l’oversight regolamentare. Questi includono nuove licenze per le operazioni di processamento primario e un sistema di asta per l’assegnazione dei diritti minerari per ridurre corruzione ed assicurare una più equa distribuzione delle risorse. Nonostante i benefici di queste modifiche normative, sorgono anche sfide come le complicate regole fiscali in relazione al “cambio di controllo” e il dibattito sulla deducibilità di costi cruciali come i pagamenti delle royalty e le spese per la responsabilità sociale d’impresa (CSR).

  3. Investimenti significativi e sostenibilità
    La Tanzania ha firmato accordi per un totale di 667 milioni di USD con tre aziende australiane focalizzati su minerali rari e grafite, ad esempio il Progetto Ngualla da Peak Rare Earths. In aggiunta, la Tesla ha siglato un contratto per l’acquisto di materiale anodico attivo (AAM) destinato alle batterie. L’interesse crescente degli investitori è anche rivolto verso modelli sostenibili e non estrattivi nel mining, riflettendo una tendenza globale verso la gestione responsabile delle risorse.

Conclusioni

La Tanzania si profila come un giocatore emergente e competitivo nel panorama minerario africano, con un settore in rapida ascesa che promette di spingere l’economia nazionale oltre i confini tradizionali dell’estrattivo. La trasformazione in corso indica che la mining industry può rappresentare un catalizzatore per la creazione di posti di lavoro e lo sviluppo di nuove competenze, a patto che il governo continui sulla strada del rafforzamento normativo, dell’investimento in tecnologie avanzate e dell’impegno verso pratiche sostenibili. Gli sforzi verso l’incremento del valore aggiunto sul territorio, come l’elaborazione locale dei minerali prima dell’esportazione, e la priorità data all’esplorazione geoscientifica per sondare il potenziale minerario del paese, delineano una strategia che potrebbe non solo far raggiungere all’industria mineraria un contributo del 10% al PIL entro il 2025, ma anche posizionare la Tanzania come un vero modello di crescita economica sostenibile e inclusiva in Africa. Affrontando con efficacia le sfide legislative e mantenendo un’elevata attrattività per gli investitori internazionali, la Tanzania ha l’opportunità di distinguersi come leader nel mercato economico africano basato sulle risorse minerarie.

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