Sahel: Il Niger taglia i ponti con gli USA e guarda a Mosca

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Spostamento di equilibri in Sahel: il Niger vira verso Mosca

La geopolitica del Sahel sta assistendo a un cambio di rotta significativo. La recente decisione del Niger di interrompere un accordo militare con gli Stati Uniti costituisce l’ultimo episodio di una tendenza emergente: l’allontanamento dagli alleati occidentali e l’avvicinamento a Mosca. Questo rafforzamento dei legami con la Russia, subito dopo la presa di potere da parte di una giunta militare in Niger, segue uno schema già osservato in altri paesi dell’area come Mali e Burkina Faso. La Russia, anche attraverso il gruppo di mercenari Wagner ora sotto l’ombrello del Cremlino, sta cercando di consolidare la sua influenza in Africa, una mossa che potrebbe ridisegnare la mappa delle alleanze e degli equilibri di potere nel Sahel e oltre.

Tre cose da sapere:

  1. Influenza Russa in Espansione in Sahel: La crescente influenza russa in Africa, come dimostrato dall’interesse per il Niger e dalla presenza in Mali e Burkina Faso, segnala una contesa sempre più accesa per le sfere di influenza nel Sahel. Nonostante la guerra in Ucraina che impegna risorse significative, la Russia appare determinata a consolidare la sua presenza nel continente attraverso relazioni militari, addestramento tattico e supporto logistico.

  2. Diminuzione della Presenza Militare Occidentale: Contestualmente alla manovra russa, si assiste a un calo della presenza militare occidentale nel Sahel, simbolicamente rappresentato dalle recenti mosse del Niger. La spinta ad un riassetto internazionale emerge mentre gli Stati Uniti riflettono su come mantenere una presenza di sicurezza nel paese, e la Francia si interroga sulla propria strategia nella regione dopo il ritiro forzato delle proprie truppe.

  3. Questioni di Trasparenza e Sovranità: Le azioni del Niger di tagliare i legami con le potenze occidentali e porre fine al controllo sulla spesa militare suggeriscono una ricerca di maggiore sovranità in termini di politica estera e difesa. Queste mosse potrebbero consentire maggiore libertà nelle trattative con la Russia, riducendo al contempo la trasparenza e potenzialmente preoccupando i partner internazionali per la stabilità della regione.

Conclusioni

L’accelerazione del Niger verso il campo di influenza russo rappresenta un evidente spostamento di potere geostrategico nel cuore dell’Africa. Con l’avvio di relazioni rafforzate tra Niamey e Mosca, il saheliano Niger entra in una fase nuova e incerta di politica estera. La riduzione della presenza militare occidentale, accoppiata all’aumento dell’attivismo russo, promette di riplasmare il panorama regionale, incidendo su questioni di sicurezza, su partnership di lungo periodo e sulle dinamiche interne ai singoli paesi del Sahel.

Questi sviluppi pongono importanti interrogativi per il continente africano e le dinamiche internazionali. Le ambizioni russe si scontrano con le capacità effettive di sostegno militare, ma il simbolismo della presenza di Mosca, unito alla misteriosa figura dei mercenari Wagner, segnala un cambiamento nell’approccio di Mosca in Africa. L’approfondimento dell’alleanza Niger-Russia potrebbe influenzare le politiche anti-terrorismo del Sahel e rivelare nuove complessità nelle relazioni internazionali. Tutto ciò si riflette in una possibile ridefinizione degli equilibri geopolitici in una regione già turbolenta, delineando nuove sfide per governi, enti internazionali e le stesse popolazioni africane.

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