Uganda Avvia le Negoziazioni per la Realizzazione di una Raffineria da 4 Miliardi con una Società di Dubai

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L’Uganda è attualmente impegnato in trattative con un’importante società di investimento guidata da un membro della famiglia reale di Dubai per la realizzazione di una raffineria dal valore di 4 miliardi di dollari. Questo progetto fa parte della strategia nazionale per sfruttare le riserve di petrolio crude del paese, e rappresenta un pilastro fondamentale per l’aspirante industria degli idrocarburi dell’Uganda, con una capacità stimata di lavorazione di 60.000 barili di petrolio al giorno.

La decisione di avviare nuove negoziazioni è giunta a seguito della conclusione senza risultati di trattative con un precedente consorzio che includeva una divisione della società statunitense Baker Hughes, sciolte a causa dell’incapacità del gruppo di mobilitare i finanziamenti necessari in tempo utile.

Nel dicembre 2023, il governo ugandese ha firmato un protocollo d’intesa con la Alpha MBM Investments, a conferma dell’impegno del paese nel perseguire lo sviluppo della raffineria. Alpha MBM Investments, come riportato sul proprio sito web, è sotto la guida dello Sceicco Mohammed bin Maktoum bin Juma Al Maktoum, membro dell’aristocrazia di Dubai.

Le conversazioni, iniziate il 16 gennaio 2023, sono indirizzate a definire gli aspetti commerciali cruciali dell’accordo e si prevede che possano concludersi in un arco di tre mesi. Il paese est-africano prevede di iniziare l’estrazione commerciale di petrolio nel 2025, con giacimenti localizzati nella regione del bacino della Albertine Rift, ad occidente del paese vicino al confine con la Repubblica Democratica del Congo. L’operazione dei campi petroliferi è condotta congiuntamente dallo stato ugandese attraverso la Uganda National Oil Company, la società cinese CNOOC e la francese TotalEnergies.

Il Governo dell’Uganda, sotto la presidenza di Yoweri Museveni, ha l’obiettivo di processare una parte del proprio petrolio crude internamente, per promuovere l’occupazione locale e per fruire dei vantaggi derivanti dal trasferimento tecnologico. Al di là del petrolio, l’Uganda ha inoltre avviato una nuova fase che vede il coinvolgimento della CNOOC nella produzione di gas petrolifero liquefatto, con la concessione di una licenza per impiantare una struttura ad hoc nell’area di sviluppo di Kingfisher, attualmente gestita dall’azienda cinese.

Kingfisher rappresenta uno dei due principali campi di sviluppo petrolifero commerciali in Uganda, insieme al campo Tilenga, sotto la gestione di TotalEnergies. Nonostante la ministra non abbia fornito dettagli specifici sulla quantità annuale di gas che la CNOOC intende produrre, è noto che l’Uganda possiede riserve stimate di gas per circa 500 miliardi di piedi cubi.

Le mire espansive dell’Uganda nel settore energetico sono quindi evidenti e la nazione si attrezza per diventare un player importante nello scenario delle energie fossili, puntando su una strategia che possa coniugare sviluppo economico e trasferimento tecnologico mentre avanza nel suo percorso di industrializzazione del settore energetico.

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