Impulso all’integrazione energetica: Kenya e Tanzania verso lo scambio elettrico transfrontaliero

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Il settore energetico dell’Africa Orientale è al centro di un progetto infrastrutturale di grande rilievo mirato a incentivare lo scambio di energia elettrica tra Kenya e Tanzania. Al cuore dell’iniziativa c’è la costruzione di una linea per il trasporto di energia elettrica dall’enorme valore di 43 miliardi di scellini kenioti, corrispondenti a circa 309,26 milioni di dollari, che unirá le sottostazioni di Isinya in Kenya e Arusha in Tanzania attraverso Namanga. Il compito di questa linea, lunga più di 500 km e con una capacità di trasferimento prevista di 2000 megawatt, è quello di consentire gli scambi di elettricità tra i due Paesi confinanti, il cui completamento è previsto entro breve.

La Banca Africana di Sviluppo (AfDB), uno dei principali finanziatori del progetto, sottolinea l’importanza cruciale di accelerare la firma di tre accordi fondamentali che regoleranno questa iniziativa. Questi includono un accordo di “wheeling” tra la Tanzania Electric Supply Company (Tanesco) e la Kenya Electricity Transmission Company Limited, un contratto di scambio di energia tra Kenya Power e Tanesco e, infine, un accordo tripartito per la manutenzione della rete interconnessa.

Il “wheeling”, in termini energetici, è il processo di trasferimento di elettricità da una rete elettrica a un carico esterno, attraverso l’uso delle reti di distribuzione o trasmissione già esistenti. La finalizzazione di questa infrastruttura da 400 kilovolt era stata messa in dubbio a causa di ritardi da parte di Ketraco, la compagnia incaricata della porzione keniana, che si era trovata ad affrontare difficoltà nella compensazione e nel reinsediamento delle famiglie residenti lungo l’area del progetto.

Il principale obiettivo della linea è quello di permettere scambi transfrontalieri di energia rinnovabile ed economica da surplus provenienti dai paesi vicini appartenenti all’Eastern Africa Power Pool, una cooperativa che si estende dal Kenya alla Tanzania, passando per Uganda, Sudan, Sudan del Sud, Burundi, Repubblica Democratica del Congo, Gibuti, Etiopia, Egitto, Somalia, Rwanda e Libia.

Attualmente, il Kenya importa energia idroelettrica a basso costo da Etiopia e Uganda e questi approvvigionamenti si sono dimostrati fondamentali nell’evitare razionamenti dell’energia soprattutto negli ultimi anni, quando la produzione idroelettrica ha toccato livelli minimi storici a causa di prolungate siccità. Parimenti, la Tanzania ha recentemente dovuto introdurre restrizioni all’uso dell’energia a causa di una generazione idroelettrica insufficiente.

La nuova infrastruttura permetterà alla Tanzania di accedere all’energia idroelettrica conveniente proveniente dall’Etiopia, oltre a promuovere un sistema energetico regionale più affidabile e sostenibile, riducendo la dipendenza da fonti termiche inquinanti e costose.

Il progetto era stato avviato nel 2015, ma ha subito rallentamenti, in particolare sul lato keniano, dove la linea si estende per circa 93 km tra la sottostazione di Isinya e la città di frontiera di Namanga. Gli ostacoli incontrati hanno suscitato preoccupazioni e messo in dubbio il rispetto dei tempi previsti per il completamento dell’infrastruttura, un passo avanti significativo per l’integrazione energetica regionale e per l’accesso a fonti di energia rinnovabile ed economicamente vantaggiose per entrambi i paesi coinvolti.

La presenza e l’incitamento da parte della Banca Africana di Sviluppo sono quindi essenziali per garantire che gli accordi necessari siano finalizzati in tempo utile e che il progetto realizzato possa davvero fungere da catalizzatore per il commercio regionale di energia, rafforzando allo stesso tempo la sicurezza energetica per milioni di abitanti dell’Africa Orientale.

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