Russia lancia l’Africa Corps per rafforzare l’influenza sul continente

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La Russia si sta impegnando per consolidare e ampliare la sua influenza nel continente africano attraverso l’instaurazione di una nuova forza armata. Il progetto dell’Africa Corps rappresenta un fondamentale cambio di passo rispetto all’approccio precedente, che si affidava prevalentemente al Gruppo Wagner, un’entità paramilitare privata le cui attività sono state spesso avvolte nel manto dell’ambiguità e del segreto.

L’Africa Corps avrebbe il compito di rinforzare la presenza militare russa in Africa, con l’obiettivo dichiarato di instaurare una serie di basi sorvegliate direttamente dal Ministero della Difesa russo. Questa mossa mira a riportare il peso politico di Mosca ai livelli della Guerra Fredda in un momento in cui l’influenza occidentale sembra in declino. Una mossa del genere aiuterebbe inoltre il Cremlino a prendere il controllo delle reti di affari precedentemente gestite da Wagner, che spaziano dalla sicurezza privata al settore minerario, settori di grande interesse economico.

La formazione dell’Africa Corps segue la scomparsa di Yevgeny Prigozhin, il fondatore di Wagner, e rappresenta un tentativo di ufficializzazione e di consolidamento delle forze mercenarie russe precedentemente impiegate. L’Africa Corps condividerà il nome con le forze tedesche della Seconda Guerra Mondiale, una scelta che non è mancata di sollevare polemiche.

Si prevede che il corpo recluterà nuove reclute e veterani delle forze Wagner, con l’obiettivo di essere dispiegato in almeno cinque nazioni africane favorevoli alla Russia, tra cui Burkina Faso, Libia, Mali, Repubblica Centrafricana e Niger. Nonostante la dissoluzione tecnica di Wagner, le sue operazioni rimangono attive e l’Africa Corps si pone come suo successore ufficiale.

Tuttavia, rimangono incertezze significative riguardo la capacità della Russia di mobilitare i 20.000 soldati desiderati. Al culmine della sua presenza africana, Wagner disponeva di poche migliaia di personale e la Russia sta già affrontando la sfida di reclutare truppe supplementari per il conflitto in Ucraina.

La transizione verso un ruolo militare ufficiale comporterebbe inoltre per il Cremlino l’accettazione diretta delle responsabilità per le azioni del gruppo. Questo eliminerebbe la possibilità di negare il proprio coinvolgimento, come avvenuto in passato di fronte ad accuse di crimini di guerra formulate dalle Nazioni Unite nei confronti del Gruppo Wagner.

Nonostante gli inizi siano modesti, con l’arrivo di circa 100 truppe russe in Burkina Faso a scopo di protezione dopo il colpo di stato militare del 2022, Mosca ha in programma ambiziosi progetti di espansione. Uno di questi è la costruzione di un quartier generale regionale nella Repubblica Centrafricana, nazione in cui Wagner ha condotto negli ultimi sei anni una campagna dura in supporto del presidente in cambio di diamanti e oro.

Il numero di militari russi nel CAR è quasi raddoppiato da settembre, indicando un’intensificazione della cooperazione in materia di sicurezza. La Russia ha sfruttato l’instabilità in Africa Occidentale, aggrappandosi ai colpi di stato militari e alle insurrezioni islamiche, nonché all’antipatia generale verso l’ex potenza coloniale francese e l’ingerenza occidentale percepita.

I paesi del Sahel hanno firmato un patto di difesa reciproca con la Russia, mostrando come il Cremlino cerchi di stabilire basi militari nella regione. Nonostante l’opposizione degli Stati Uniti, che temono un ulteriore avvicinamento di Niger alla Russia, le visite di alti ufficiali russi alla regione e la sottoscrizione di nuovi accordi di difesa dimostrano l’ambizione russa nell’impiantare un’influenza duratura.

Infine, l’Africa Corps punta a mantenere e forse rafforzare l’interesse verso l’estrazione delle risorse naturali, una strategia vitale per sostenere economicamente le operazioni militari russe anche fuori dal continente africano, come nel contesto del conflitto ucraino. In conclusione, pur presentandosi come un rebranding, l’Africa Corps manifesta la determinazione russa a riadattare e rilanciare la propria presenza e le proprie attività in Africa sotto una nuova veste ufficiale.

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