La Tanzania rafforza il controllo sul giacimento di Mnazi Bay con un investimento strategico

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La Tanzania, con una mossa strategica finalizzata a rafforzare il proprio coinvolgimento nei progetti energetici di rilevanza nazionale, ha dato prova di una decisa accelerazione nella partecipazione statale nel settore degli idrocarburi. In uno scenario dove l’energia gioca un ruolo cruciale come motore di sviluppo e crescita economica, la Tanzania Petroleum Development Corp. (TPDC) ha acquisito una percentuale aggiuntiva nell’importante giacimento di gas naturale di Mnazi Bay, aumentando significativamente il proprio peso nell’attività estrattiva.

La TPDC ha infatti raddoppiato la propria quota del giacimento, situato lungo la fertile fascia meridionale del paese, salendo al 40% attraverso l’acquisto di una partecipazione del 20% da Maurel & Prom SA, un’impresa con sede a Parigi precedentemente detentrice dell’ottanta per cento dell’interesse nel progetto. Quest’operazione ha comportato un dispendio di $23,6 milioni, i qual si inseriscono in una dinamica di maggiore presenza statale nei progetti giudicati strategici.

Il giacimento di Mnazi Bay si rivela sempre più un elemento centrale nelle politiche energetiche della nazione. Con riserve di gas naturale verificate per un volume di 641 miliardi di piedi cubici e contribuendo attualmente al 48% della produzione gasifera nazionale, come sottolineato da Mussa Makame, direttore generale dell’operatore petrolifero tanzaniano, Mnazi Bay si attesta come fulcro della produzione energetica del paese. La Presidente Samia Suluhu Hassan incarna l’ambizione statale di espandere la produzione di gas naturale e di stabilire un network di condotte che possano esportare l’oro blu verso stati limitrofi quali Uganda, Zambia, Kenya e Repubblica Democratica del Congo, intravedendo in tale espansione un potenziale decisivo per l’incremento del benessere economico nazionale.

Le partnership e gli investimenti non si fermano di certo all’acquisto di quote. Maurel & Prom e TPDC, snodando le proprie strategie congiunte, intendono iniettare circa $100 milioni nel progetto, finalizzati all’ampliamento delle infrastrutture per la compressione del gas e all’intensificazione delle operazioni di perforazione, conseguendo un potenziamento complessivo delle capacità estrattive del giacimento. Il generale manager di Maurel & Prom Tanzania, Nicolas Engel, ha delineato l’ampiezza degli investimenti pianificati, sottolineando la volontà di portare a compimento un progetto ambizioso e di lungo termine.

L’orizzonte della Tanzania per quanto riguarda le riserve di gas naturale appare promettente, con una stima di risorse recuperabili che si aggira intorno ai 57,54 trilioni di piedi cubici. Per ottimizzare e incrementare la produzione al giacimento di Mnazi Bay, secondo la visione esposta dalla Presidente Hassan, sarà necessario un impegno finanziario che potrebbe toccare la soglia massima dei $550 milioni.

In un discorso improntato a delineare la direzione strategica assunta dallo stato, la Presidente Hassan ha esplicitamente manifestato l’intenzione di far crescere la partecipazione governativa nei progetti di successo, non limitando tale approccio solo al settore energetico, ma estendendolo altresì ad altri ambiti vitali per l’economia nazionale.

Questa nuova narrazione, sulla quale si è impostata la ritrovata anima politico-economica della Tanzania, riflette un trend africano e globale di maggiore autorevolezza e controllo delle risorse naturali da parte degli stati. L’aumento della quota di partecipazione nel giacimento di Mnazi Bay è dunque da interpretare non solamente come una singola mossa economica, ma come parte di una visione più ampia che pone la Tanzania sulla mappa energetica internazionale come attore proattivo e determinato a definire il proprio futuro economico.

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