La Russia e il mining di bitcoin in Africa

La Russia sta pianificando di istituire un’operazione di mining di Bitcoin su larga scala in Africa, secondo un recente rapporto di CoinDesk. Il progetto, che si prevede costerà circa $200 milioni, sarà situato in un paese africano non specificato e avrà una capacità di 400 megawatt.
La struttura di mining verrà utilizzata per produrre criptovalute e altri asset digitali che richiedono un’intensa potenza di calcolo ed elettricità. Posizionando la struttura in Africa, la Russia mira a ridurre la sua impronta di carbonio e l’impatto ambientale, nonché a ottenere un vantaggio competitivo nel mercato globale delle valute digitali e delle tecnologie.
Il rapporto cita fonti anonime che affermano che il governo russo è dietro l’iniziativa, come parte dei suoi sforzi per diversificare l’economia e ridurre la dipendenza dalle esportazioni di petrolio e gas. Le fonti dicono anche che il progetto utilizzerà fonti di energia rinnovabile, come solare e eolico, per alimentare le apparecchiature di mining e ridurre l’impatto ambientale del mining di Bitcoin.

Il mining di Bitcoin è il processo di creazione di nuovi Bitcoin risolvendo complessi problemi matematici con hardware specializzato. Il processo consuma molta energia elettrica, il che rende costoso e difficile da gestire nei paesi con elevati costi energetici o reti di alimentazione inaffidabili.
Impostando una struttura di mining in Africa, la Russia spera di sfruttare le abbondanti e convenienti risorse di energia rinnovabile del continente, nonché il suo clima favorevole e la stabilità politica. L’energia rinnovabile, come solare, eolica ed idroelettrica, ha molti benefici per l’ambiente e l’economia. Riduce le emissioni di gas serra, migliora la sicurezza energetica, crea posti di lavoro e stimola l’innovazione.
Il progetto è anche visto come una mossa strategica da parte della Russia per aumentare la sua influenza e presenza in Africa, che è considerata una delle regioni a più rapida crescita al mondo. Investendo nel mining di Bitcoin, la Russia mira a favorire la cooperazione economica e lo sviluppo con i paesi africani, nonché a promuovere l’adozione e l’uso delle criptovalute nella regione.

Il rapporto non specifica quando il progetto sarà lanciato o quale paese africano lo ospiterà, ma suggerisce che potrebbe essere operativo entro la fine del 2024. Il rapporto nota anche che la Russia non è l’unico paese interessato al mining di Bitcoin in Africa, poiché anche la Cina e l’Iran hanno esplorato la possibilità di istituire operazioni simili nel continente.
La Russia sta perseguendo una strategia di istituire una struttura di mining in Africa, mirando a sfruttare le abbondanti e a basso costo fonti di energia rinnovabile del continente. La struttura consentirebbe alla Russia di aumentare la sua produzione e competitività nel mercato globale, riducendo allo stesso tempo il suo impatto ambientale e la dipendenza dai combustibili fossili.

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