Il premier italiano Meloni promette un nuovo partenariato con l’Africa, fondi limitati

In Italia, il Primo Ministro Giorgia Meloni ha lanciato un’iniziativa pionieristica mirata a rafforzare i legami economici con il continente africano, prospettando la creazione di un punto di riferimento energetico per l’Europa e l’implementazione di strategie volte a contenere i flussi migratori. Durante un vertice di un giorno che ha visto la partecipazione di numerosi leader africani e rappresentanti dell’Unione Europea, Meloni ha presentato una serie di progetti innovativi, proponendo un investimento iniziale di quasi 6 miliardi di dollari, comprendente anche garanzie statali.

Il vertice è stato descritto come un successo da Meloni, che ha evidenziato le molteplici aree di cooperazione potenziale, in particolare nel settore energetico. Tuttavia, ha sottolineato che questo è solo l’inizio di un percorso lungo e complesso. Nonostante l’ottimismo, alcune voci critiche si sono levate durante l’evento, come quella del Presidente della Commissione dell’Unione Africana, Moussa Faki Mahamat, che ha rimarcato la necessità di passare dalle parole ai fatti e la delusione per non essere stati consultati preventivamente sulle priorità.

Meloni, in una conferenza stampa successiva, ha riconosciuto l’importanza di iniziare a realizzare progetti concreti che possano apportare cambiamenti tangibili. Tra i leader africani presenti c’erano i presidenti di Tunisia, Senegal, Kenya, Repubblica del Congo e Somalia, con una rappresentanza complessiva di 45 stati africani.

Molti osservatori hanno messo in dubbio la capacità dell’Italia, un paese fortemente indebitato, di competere con potenze quali Cina, Russia e stati del Golfo, tutti attivamente impegnati a espandere la loro influenza in Africa, un continente ricco di risorse naturali. Nonostante queste sfide, il governo italiano rivendica la paternità del piano, che prende il nome da Enrico Mattei, fondatore della compagnia petrolifera di stato Eni, e cerca di coinvolgere il settore privato e organismi internazionali come l’Unione Europea per il suo sviluppo.

Il piano Mattei è diventato un pilastro della politica estera di Meloni sin dal suo insediamento alla fine del 2022. L’approvvigionamento energetico è al centro di questa iniziativa, con l’Italia che mira a diventare la porta d’accesso ai mercati europei per il gas naturale africano, diventato essenziale dopo che l’invasione russa dell’Ucraina ha reso la diversificazione delle forniture una priorità per l’UE. Eni, principale importatore italiano di gas naturale, ha già compensato il calo delle forniture russe incrementando le importazioni dall’Africa, dove è presente da decenni.

Secondo l’azienda, Algeria, Egitto e Libia saranno i principali fornitori di gas per l’Italia nei prossimi anni. Tuttavia, Meloni ha anche sottolineato la necessità di potenziare l’industria e l’agricoltura africane per rafforzare le economie locali, come misura per dissuadere i giovani africani dal migrare verso il nord.

Il numero di migranti che hanno raggiunto l’Italia via mare nell’ultimo anno è stato il più elevato dal 2016, mettendo a dura prova la promessa elettorale di Meloni di fermare i flussi di arrivi non autorizzati. La maggior parte di questi migranti parte da paesi del Nord Africa come Tunisia e Libia, fuggendo da povertà e conflitti nell’Africa Subsahariana e nel Medio Oriente.

Meloni, rivolgendosi ai partecipanti al vertice, ha affermato che la migrazione di massa e il traffico di esseri umani non saranno mai fermati senza affrontare le cause profonde che spingono le persone a lasciare le proprie case. L’intento del governo italiano è proprio quello di intervenire su queste cause.

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