Il presidente della Somalia visita l’Eritrea mentre aumentano le tensioni nel Corno d’Africa per l’accesso al mare dell’Etiopia

La visita del presidente della Somalia, Hassan Sheikh Mohamud, in Eritrea lunedì è stata accolta dal presidente eritreo Isaias Afwerk ad Asmarai. La visita di Mohamud arriva pochi giorni dopo un controverso accordo tra l’Etiopia e la regione separatista del Somaliland, aumentando le tensioni nel Corno d’Africa.

Mogadiscio respinge energicamente l’accordo, che concede all’Etiopia senza sbocco sul mare l’accesso al Mar Rosso attraverso il Somaliland. L’arrivo di Mohamud ad Asmara, confermato sia dal suo ufficio che dal ministero delle informazioni eritreo, coincide con le immagini del suo benvenuto da parte del presidente eritreo Isaias Afwerki. L’agenda ufficiale includeva “rafforzare i legami e promuovere la cooperazione”, lasciando agli osservatori lo spazio per speculare sul suo vero scopo nel contesto delle turbolenze regionali.

Sabato, Mohamud ha annullato l’accordo Etiopia-Somaliland, definendolo un “illegale Memorandum d’Intesa” che viola la sovranità somala. L’accordo concedeva ad Addis Abeba l’accesso al porto di Berbera in cambio del riconoscimento dell’indipendenza del Somaliland. Mogadiscio considera questo un “atto di aggressione” e ha chiesto l’intervento della comunità internazionale.

La rapida azione di Mohamud sottolinea l’impegno di Mogadiscio nel preservare l’integrità territoriale del paese. Ha sottolineato che la legge rappresenta una ferma risposta a qualsiasi intrusione sul suolo somalo. L’accordo ha suscitato ampie condanne da parte dei somali sia all’interno che all’esterno del paese, oltre che preoccupazioni da parte di nazioni straniere.

Il Somaliland, dichiarato indipendente nel 1991 ma privo di riconoscimento internazionale, ha visto nell’accordo una via per la legittimità. Il presidente del Somaliland, Muse Bihi Abdi, ha inizialmente festeggiato l’accordo, affermando che garantiva l’accesso al mare per l’Etiopia e il riconoscimento formale per il Somaliland, compresa una quota nella compagnia aerea di stato etiope. Tuttavia, di fronte a pressioni interne ed esterne, Bihi ha poi difeso l’accordo affermando che entrambe le parti ne hanno tratto beneficio.

La ricerca di accesso al mare da parte del primo ministro etiope Abiy Ahmed alimenta ulteriormente le tensioni nel Corno d’Africa. In un recente discorso, Abiy ha sostenuto che lo status di terra chiusa dell’Etiopia comporta sfide economiche, demografiche e di sicurezza, che rendono necessario il controllo di un porto. Pur minimizzando l’uso della forza, le sue affermazioni e quelle dei media controllati dallo Stato hanno suscitato timori di un potenziale conflitto.

I vicini litoranei dell’Etiopia, compresa l’Eritrea, Gibuti e la Somalia, hanno respinto energicamente le pretese di Abiy, affermando i propri diritti sovrani sulle loro coste. Tuttavia, le preoccupazioni dell’Eritrea vanno più in profondità. Avendo ottenuto l’indipendenza dall’Etiopia dopo un sanguinoso conflitto, guarda all’agenda portuale di Abiy come a una potenziale minaccia per l’integrità territoriale duramente conquistata.

La situazione attuale nel Corno d’Africa è piena di incertezze. La forte reazione della Somalia all’accordo tra l’Etiopia e il Somaliland e la determinazione di Abiy nel perseguire l’accesso al mare sollevano preoccupazioni per un potenziale escalation. Sebbene un conflitto aperto possa non essere inevitabile, un ritorno alla situazione pre-2018 di “nessuna guerra, nessuna pace” tra l’Etiopia e l’Eritrea potrebbe avere conseguenze devastanti per l’intera regione.

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