[ Côte d’Ivoire] COP28: l’Africa potrebbe perdere 25 miliardi di dollari all’anno con l’entrata in vigore della nuova carbon tax dell’UE, avverte Adesina della Banca africana di sviluppo

Il presidente del Gruppo della Banca Africana per lo Sviluppo, il dottor Akinwumi Adesina, ha lanciato un avvertimento riguardo a una nuova tassa carbonio sugli scambi commerciali introdotta dall’Unione Europea che potrebbe limitare significativamente il progresso del commercio e dell’industrializzazione in Africa, penalizzando le esportazioni a valore aggiunto come acciaio, cemento, ferro, alluminio e fertilizzanti.

Secondo Adesina, a causa del deficit energetico dell’Africa e della sua dipendenza principalmente dai combustibili fossili, in particolare il diesel, ciò significherebbe che l’Africa sarà costretta a esportare materie prime nuovamente in Europa, provocando ulteriormente la deindustrializzazione del continente.

Il presidente della Banca ha dichiarato che l’Africa potrebbe perdere fino a 25 miliardi di dollari all’anno a causa di questa tassa sul carbonio introdotta dall’UE. Questo è quanto ha affermato il presidente della Banca durante la conferenza Sustainable Trade Africa tenutasi al UAE Trade Centre di Dubai.

Adesina ha sottolineato che l’Africa è già stata trascurata nella transizione energetica globale, secondo i dati dell’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili. Nel corso degli ultimi due decenni, l’Africa ha ricevuto solo 60 miliardi di dollari, pari al 2% degli investimenti globali in energie rinnovabili pari a 3 trilioni di dollari. Questa tendenza avrà un impatto negativo sulla capacità dell’Africa di esportare in modo competitivo in Europa.

Adesina ha quindi chiesto politiche che definisce “Just Trade-for-Energy Transition (JTET)”, in grado di consentire all’Africa di perseguire le sue ambizioni nel campo delle energie rinnovabili senza limitare le prospettive commerciali del continente.

Secondo il presidente della Banca Africana per lo Sviluppo, l’Africa avrà bisogno di utilizzare il gas naturale come combustibile di transizione per ridurre la variabilità delle energie rinnovabili e stabilizzare i propri sistemi energetici a sostegno dell’industrializzazione.

Il presidente del UAE Trade Centre, Walid Mohammed Hareb Alfalahi, ha dichiarato che l’Africa è la nuova frontiera per gli investimenti, contrariamente alla diffusa percezione che il continente sia un luogo pericoloso e difficile per fare affari. Alfalahi ha espresso la sua fiducia nelle potenzialità dell’Africa, sottolineando la sua esperienza positiva negli investimenti in diversi progetti in Africa.

Adesina ha citato un rapporto di Moody’s Analytics secondo il quale l’Africa ha il tasso di default più basso negli investimenti infrastrutturali rispetto ad altre parti del mondo. Secondo tale rapporto, il tasso di default dell’Africa si attesta al 5,5%, rispetto al 12,9% dell’America Latina, all’8,8% dell’Asia, all’8,6% dell’Europa dell’Est, al 7,6% dell’America del Nord e al 5,9% dell’Europa occidentale.

Il presidente della Banca Africana per lo Sviluppo ha anche evidenziato alcuni dei mega progetti che hanno attirato l’interesse degli investitori attraverso il Africa Investment Forum creato dalla Banca Africana per lo Sviluppo e altri sette partner fondatori. Tra questi progetti ci sono quello del gas liquefatto del Mozambico del valore di 24 miliardi di dollari, il corridoio autostradale Abidjan-Lagos del valore di 15,2 miliardi di dollari che coinvolge 5 paesi e la linea ferroviaria da Tanzania a Burundi e RD Congo del valore di 3,6 miliardi di dollari.

La conferenza, moderata dal dottor Victor Oladokun, consulente senior per la comunicazione del presidente della Banca Africana per lo Sviluppo, ha visto anche l’intervento del presidente di Afreximbank, il professor Benedict Oramah. Quest’ultimo ha avvertito che una rapida decarbonizzazione dei paesi esportatori di combustibili fossili in Africa potrebbe ridurre le esportazioni di merci di 150 miliardi di dollari, come emerge dai risultati preliminari di uno studio recentemente commissionato da Afreximbank.

In conclusione, l’Africa potrebbe subire ingenti perdite economiche a causa della nuova tassa carbonio introdotta dall’Unione Europea. Adesina ha sottolineato la necessità di politiche commerciali e di transizione energetica che consentano all’Africa di perseguire lo sviluppo delle energie rinnovabili senza limitare le opportunità commerciali del continente. Nonostante le sfide, l’Africa continua ad attirare investimenti e presenta buone prospettive di crescita economica nel lungo termine.

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