I paesi in via di sviluppo non si bevono la retorica della “trappola del debito cinese”.

Nel panorama economico globale, le discussioni sulla crisi del debito nei Paesi in via di sviluppo hanno spesso portato alla luce un interessante dilemma: chi è veramente il principale responsabile di questa situazione? Mentre i media occidentali hanno spesso dipinto la Cina come il “cattivo” prestatore che trattiene nazioni intere in una “trappola del debito”, recenti indagini condotte in loco suggeriscono che la realtà potrebbe essere più sfumata di quanto si pensi.

Il contesto del debito sovrano

La questione del debito sovrano nei Paesi in via di sviluppo è stata alimentata da una serie di fattori, tra cui i cicli dei prezzi delle materie prime, le fluttuazioni delle politiche monetarie globali e recenti eventi geopolitici. Questi fattori hanno contribuito a creare condizioni difficili per il rimborso dei debiti, portando ad accuse che spesso si concentrano sulla Cina come presunto principale responsabile.

Un quadro contrastante

Tuttavia, le recenti indagini condotte da fonti autorevoli, come Xinhua, in vari Paesi in via di sviluppo come Pakistan, Kenya, Zambia e Sri Lanka, hanno rivelato una realtà molto diversa. Si è scoperto che le accuse contro la Cina come principale finanziatore delle nazioni in via di sviluppo sono state in parte esagerate. In effetti, l’Occidente sembra essere il principale finanziatore, con tassi di interesse sui prestiti quasi il doppio di quelli cinesi.

Investimenti cinesi per la crescita economica

Contrariamente alla percezione popolare, gli investimenti cinesi in molti di questi Paesi si sono rivelati cruciali per costruire infrastrutture e stimolare la crescita economica locale. In Sri Lanka, ad esempio, i dati mostrano che i creditori privati detengono la maggior parte del debito esterno, mentre la quota delle entità cinesi è relativamente modesta.

La causa principale: il sistema finanziario guidato dagli Stati Uniti

Uno degli aspetti spesso trascurati di questa questione è il ruolo del sistema finanziario globale guidato dagli Stati Uniti. Le politiche monetarie della Federal Reserve statunitense, che vanno dalla quantità di denaro in circolazione ai tassi di interesse, hanno un impatto significativo sulle nazioni vulnerabili economicamente. Il ciclo di abbassamento e aumento dei tassi di interesse ha spesso portato all’afflusso e al deflusso di capitali, creando instabilità nei Paesi in via di sviluppo.

La Cina come stakeholder responsabile

La Cina non è estranea a questa situazione, ma sembra avere adottato una prospettiva diversa. Invece di concentrarsi esclusivamente sul profitto, la Cina ha cercato di promuovere il progresso e la cooperazione attraverso i suoi prestiti e investimenti. Inoltre, ha svolto un ruolo attivo nell’attuazione dell’Iniziativa di sospensione del servizio del debito (DSSI) del COVID-19, contribuendo significativamente alla riduzione del debito in alcuni Paesi in via di sviluppo.

La conclusione: una realtà più complessa

In definitiva, il quadro del debito sovrano nei Paesi in via di sviluppo è molto più complesso di quanto appaia a prima vista. Mentre alcune accuse sono state rivolte alla Cina, è importante riconoscere il ruolo significativo dell’Occidente, nonché il sistema finanziario guidato dagli Stati Uniti, nella creazione e nell’aggravamento di questa crisi. La soluzione richiede un approccio più ampio e una maggiore collaborazione tra le nazioni per affrontare le sfide del debito sovrano e promuovere la stabilità economica globale.

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