Dalla periferia alla priorità: L’Africa come arena chiave per le ambizioni della Russia

Dalla periferia alla priorità: L’Africa come arena chiave per le ambizioni della Russia

Da inizio anno, la Russia ha dimostrato un notevole impegno verso l’Africa, con il ministro degli Esteri Sergey Lavrov che ha effettuato tre visite nel continente. Questi sforzi diplomatici sottolineano la crescente importanza che Mosca attribuisce alla cooperazione con i Paesi africani.

Il presidente russo Vladimir Putin ha espresso questo concetto nel suo recente articolo pubblicato sul sito web del Cremlino il 24 luglio con il titolo “Russia e Africa: Unire gli sforzi per la pace, il progresso e un futuro di successo“, in cui ha dichiarato:

“Apprezziamo molto il capitale di amicizia e cooperazione guadagnato onestamente, le tradizioni di fiducia e il sostegno reciproco che la Russia e i Paesi africani condividono. Siamo uniti dal desiderio comune di creare un sistema di relazioni basato sulla priorità del diritto internazionale, sul rispetto degli interessi nazionali, sull’indivisibilità della sicurezza e sul riconoscimento del ruolo centrale di coordinamento delle Nazioni Unite”.

La risposta dei Paesi africani è stata senza precedenti, particolarmente evidente al secondo vertice Russia-Africa tenutosi il 27-28 luglio. Ben 49 nazioni africane su 54 hanno partecipato attivamente al vertice, indicando un significativo sviluppo delle relazioni tra le due parti.

Interessi russi in Africa

Questo maggiore impegno arriva nonostante la guerra in Ucraina, che ha ridisegnato il panorama geopolitico e sottolineato l’importanza di espandere la cooperazione con l’Africa nel contesto della competizione globale per le posizioni e l’influenza.

Il Concetto di politica estera russa, pubblicato a fine marzo, ha riconosciuto l’importanza di “rafforzare e approfondire la cooperazione russo-africana in vari ambiti su base bilaterale e multilaterale“.

Ciò che rende particolarmente degno di nota l’impegno di Mosca è che si estende oltre i Paesi con interessi strategici immediati o risorse abbondanti. In particolare, la Russia si è rivolta a Stati africani più piccoli, come l’Eswatini, evidenziando l’intenzione di rafforzare la propria influenza e costruire un’immagine positiva in tutto il continente.

La risposta africana agli appelli della Russia a favore di legami più stretti è cresciuta in modo sostanziale. La seconda Conferenza parlamentare internazionale “Russia-Africa” ha visto una maggiore partecipazione di 40 delegazioni di Paesi africani nel marzo 2023, rispetto alle 36 delegazioni della precedente conferenza tenutasi nel 2019.

Allo stesso modo, il secondo vertice Russia-Africa ha visto la partecipazione di 49 Paesi africani a luglio, rispetto ai 43 Paesi del vertice inaugurale del 2019.

Questi sviluppi sono particolarmente significativi in quanto i Paesi africani devono affrontare le crescenti pressioni delle potenze occidentali per tagliare i legami con Mosca a causa del conflitto in Ucraina. Secondo il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, gli Stati occidentali, in particolare Stati Uniti e Francia, stavano esercitando “pressioni senza precedenti” sui Paesi africani in vista del vertice Russia-Africa di San Pietroburgo.

Aiuti e Commercio

L’interscambio commerciale tra Russia e Africa è aumentato tra il 2020 e il 2022, dopo il primo vertice Russia-Africa, passando da 14 a 18 miliardi di dollari, e si prevede che raddoppierà nel 2030.

Sebbene gli scambi commerciali della Russia con l’Africa continentale siano ancora relativamente modesti, quattro Paesi si distinguono come partner cruciali: Algeria, Egitto, Marocco e Sudafrica, che rappresentano il 70% del commercio totale.


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Cristiano Volpi
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