La Russia dividerà i BRICS?

Il prossimo Vertice annuale dei BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) si terrà a Johannesburg nella prossima settimana. Mentre i cinque Paesi investiti si riuniranno con l’obiettivo di dare nuova linfa al gruppo e realizzare le promesse iniziali, il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa, che ospiterà l’evento, mira a rinvigorire le relazioni con una Russia isolata globalmente e a distogliere l’attenzione dalle sfide interne che affliggono la sua nazione.

L’acronimo BRICS, coniato da Lord Jim O’Neill di Goldman Sachs, raggruppa economie emergenti con riserve aggregate di 4.400 miliardi di dollari, una Banca di Sviluppo equivalente alla Banca Mondiale e un Contingent Reserve Arrangement (CRA) da 100 miliardi di dollari. Questi Paesi rappresentano oltre due quinti della popolazione mondiale. Tuttavia, nonostante questi numeri impressionanti, il gruppo ha faticato a concretizzare le proprie promesse iniziali.

L’India e la Cina, i maggiori protagonisti del gruppo, hanno relazioni complesse a causa di dispute di confine e competizioni geopolitiche. Inoltre, la Russia cerca il sostegno dei BRICS per le sue ambizioni imperiali in Europa orientale e per de-dolarizzare i mercati finanziari globali. Mentre Brasile e Sudafrica cercano di creare una lobby “non allineata”, i contrasti di politica energetica tra India, Cina, Russia e Sudafrica rendono ancora più complesse le dinamiche interne del gruppo.

Ramaphosa mira a utilizzare il Vertice per promuovere l’Africa, attirare l’attenzione russa sul continente e distogliere l’attenzione dalle sue sfide interne. Tuttavia, la sua prossimità alla Russia e l’ambiguità delle relazioni sudafricane con la società militare privata russa Wagner pongono interrogativi sul suo ruolo e sulla posizione del Sudafrica in questo gruppo.

L’invito di 69 capi di Stato del Sud globale come “osservatori” indica l’interesse per una narrativa di “non allineamento” geopolitico. Questo sposta l’attenzione su questioni cruciali come l’attrazione del modello BRICS, la resistenza all’influenza statunitense nel Sud globale e l’aumento delle attività russe e cinesi in Africa.

La strategia russa in Africa, caratterizzata da operazioni di controinsurrezione, vendita di armi e sensibilizzazione mediatica, offre un’alternativa alle nazioni fragili con leadership debole. Wagner, una società militare privata russa, sfrutta il caos in vari Paesi africani per acquisire potere e risorse, suscitando preoccupazione tra i leader africani.

Mentre il Vertice dei BRICS si avvicina, si pongono domande cruciali: fino a che punto i leader africani risponderanno all’invito, l’attrattiva del modello BRICS, il ruolo dell’influenza statunitense, l’espansione delle attività russe e cinesi in Africa e lo status di Ramaphosa in patria e all’estero.

In definitiva, il Vertice dei BRICS offre una piattaforma per affrontare queste sfide e cercare un equilibrio tra le diverse agende dei Paesi membri. Tuttavia, la presenza dei “osservatori” africani e le dinamiche interne del gruppo rendono chiaro che le ambizioni e i contrasti continueranno a caratterizzare i BRICS nei prossimi anni.

Articolo di Cristiano Volpi

Per restare aggiornato, iscriviti al canale Telegram 

Approfondisci

Articoli Recenti

Iscriviti alla newsletter

Riceverai ogni settimana una analisi ragionata sugli ultimi articoli del sito