L’Africa diventerà la regione a più rapida crescita del mondo, superando l’Asia

Secondo un nuovo rapporto della Fondazione Mo Ibrahim, l’Area di libero scambio continentale africana (AfCFTA) faciliterà la crescita economica e lo sviluppo del continente che, secondo le proiezioni, diventerà la regione a più rapida crescita del mondo: sei delle dieci economie a più rapida crescita nel 2023 saranno infatti paesi africani.
L’AfCFTA rappresenta un’enorme opportunità per l’Africa, con un mercato pronto di oltre 1,4 miliardi di persone che supera quello dell’Unione Europea e dell’Asia, si legge nel rapporto. La popolazione africana è la più giovane del mondo e si prevede che crescerà in modo significativo a partire dal 2060; inoltre, le risorse naturali del continente, compresi i minerali critici per le tecnologie rinnovabili, lo rendono indispensabile per un’economia globale verde.
Il rapporto sostiene inoltre che le risorse naturali dell’Africa sono indispensabili per un’economia globale verde, poiché il continente rappresenta il 30% delle riserve minerarie mondiali, molte delle quali sono fondamentali per le tecnologie rinnovabili e a basse emissioni di carbonio.
Secondo il rapporto, le dimensioni del mercato AfCFTA hanno superato il mercato unico dell’UE, l’accordo USA-Messico-Canada (USMCA) e il mercato comune meridionale (MERCOSUR) messi insieme. Il rapporto, basato sul Dipartimento delle Nazioni Unite per gli Affari Economici e Sociali (UNDESA), sottolinea che attualmente la popolazione africana è già il doppio di quella europea, con oltre 2,2 miliardi di persone.
Il rapporto prevede che la quota dell’Africa nella popolazione mondiale crescerà dal 18% al 38% tra il 2023 e il 2100. Il rapporto rileva inoltre che, mentre la quota dell’UE nel mercato delle esportazioni africane è diminuita di un quarto dal 2000, quella della Cina è quintuplicata. L’Asia rappresenta oggi quasi il 42% delle esportazioni africane e oltre il 45% delle importazioni, superando in entrambi i casi l’Europa.
Pur evidenziando il brillante futuro che attende l’Africa, il rapporto della Fondazione Mo Ibrahim sottolinea anche alcune sfide, in particolare la natura dell’attuale sistema finanziario globale che non soddisfa le esigenze dell’Africa. Più di un terzo del debito pubblico estero dell’Africa, il 70% del quale è denominato in dollari, è dovuto al settore privato, mentre i creditori multilaterali come la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Africana di Sviluppo sono i più indebitati.

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