Unione Africana, accelerare l’industrializzazione per superare la pandemia

Unione Africana, accelerare l’industrializzazione per superare la pandemia

L’Unione Africana ha dichiarato che lavorerà per accelerare la sua agenda di sviluppo industriale e riconfigurare le supply chain per superare le difficoltà commerciali e logistiche del continente che sono state evidenziate dalla pandemia del coronavirus.

L’organismo continentale cercherà di accelerare lo sviluppo industriale attraverso la creazione di catene del valore regionali e la partecipazione attiva del settore privato, ha dichiarato in un comunicato il presidente Cyril Ramaphosa, che è anche presidente del Sudafrica. La dichiarazione che commemora la Giornata dell’integrazione africana è stata firmata congiuntamente da Mahamadou Issoufou, presidente del Niger, e dal presidente della Commissione dell’UA Moussa Faki Mahamat.

L’area di libero scambio a livello continentale offre la migliore piattaforma per accelerare l’integrazione regionale sulla scia della pandemia del coronavirus, ha detto Ramaphosa. La creazione di una zona franca sta “deframmentando l’Africa per lasciarci alle spalle la storia di piccoli mercati non competitivi che hanno ostacolato i nostri sforzi per raggiungere uno sviluppo sostenibile inclusivo a beneficio del nostro popolo”, ha detto.

Anche se l’accordo commerciale è entrato in vigore legalmente l’anno scorso, gli scambi che avrebbero dovuto iniziare il 1° luglio sono stati ritardati perché il virus ha rallentato i negoziati sul protocollo per il commercio di beni, comprese le riduzioni tariffarie. Un nuovo inizio del trading in base all’accordo deve ancora essere finalizzato.

Destinata ad essere pienamente operativa entro il 2030, potrebbe essere la più grande zona di libero scambio al mondo per area, con un mercato potenziale di 1,2 miliardi di persone e un prodotto interno lordo complessivo di 2,5 trilioni di dollari. Cinquantaquantaquattro delle 55 nazioni riconosciute dall’Unione Africana hanno firmato per entrare nell’area – l’Eritrea è la sola eccezione – mentre 28 hanno ratificato l’accordo.

L’Africa è in ritardo rispetto alle altre regioni in termini di commercio interno, con il commercio intra-continentale che rappresenta solo il 15% del totale, contro il 58% dell’Asia e più del 70% dell’Europa. L’accordo mira a cambiare questa situazione abbassando o eliminando le tariffe transfrontaliere sul 90% delle merci, facilitando la circolazione dei capitali e delle persone, promuovendo gli investimenti e aprendo la strada ad un’unione doganale a livello continentale.

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Cristiano Volpi
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Appassionato di economia, politica e geopolitica, ho deciso di creare questo sito per mostrare una diversa faccia dell'africa, un continente pieno di opportunità di business e di investimento, un continente in continuo cambiamento.

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