Uganda: L’invidiabile posizione del paese in materia energetica

Uganda: L’invidiabile posizione del paese in materia energetica

Il governo ugandese si trova in una invidiabile posizione per approfittare degli interessi contrastanti nella regione per sfruttare le proprie risorse energetiche. La Tanzania Petroleum Development Corp. ha annunciato il 7 marzo che sperava di chiudere i negoziati con l’Uganda nel mese di agosto per un oleodotto per l’esportazione di petrolio dai giacimenti petroliferi di Lake Albert in Uganda attraverso la Tanzania. La dichiarazione segue l’incontro tra il presidente tanzaniano John Magufuli e presidente ugandese Yoweri Museveni il primo Marzo, durante il quale hanno inizialmente accettato di costruire il gasdotto insieme. Ma in realtà ;e trattative vanno avanti anche con il rivale regionale della Tanzania, il Kenya, per costruire un oleodotto con obiettivi simili attraverso il paese.

Al momento sono stati proposti tre oleodotti: due in Kenya e uno in Tanzania.

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Il primo oleodotto dovrebbe attraversare il nord del Kenya, fino al porto di Lamu. Il governo del Kenya e la  Tullow Oil supportano questa strada perché attraversa i relativamente piccole pozzi di petrolio dell’azienda, che potrebbero utilizzare la pipeline. La preoccupazione principale, della compagnia petrolifera francese Total , è l’instabilità in Kenya orientale, dove al Shabaab attacca spesso le forze di sicurezza e i civili. Se costruita, l’oleodotto diventerà certamente un obiettivo primario per il gruppo militante.

L’altra conduttura proposta dovrebbe passare attraverso il Kenya meridionale e centrale fino al porto di Mombasa. Sebbene la Total inizialmente ha sostenuto questa proposta, è ora l’opzione che ha meno probabilità di avere successo a causa del sostegno che è stato dato il 7 marzo al percorso attraverso la Tanzania fino al porto di Tanga. Delle tre opzioni, la pipeline verso Tanga offre un piú basso rischio per la sicurezza ed è sostenuta dalla Total. Di conseguenza, l’Uganda ora supporta questo oleodotto più attivamente.

Mentre l’opzione della Tanzania ha registrato i maggiori progressi, l’affare è tutt’altro che finalizzato, e Kampala proverà a mettereDar es Salaam e Nairobi l’una contro l’altra per vedere quale offrirà i più bassi costi di trasporto. A lungo termine, il percorso della Tanzania è il più probabile per giungere a buon fine dal momento che è più breve, ha il minor numero di problemi di sicurezza e gode del sostegno di Total. Ma anche nello scenario più ottimistico, l’inizio delle esportazioni dall’Uganda non inizieranno prima di tre anni e un oleodotto per il loro trasporto probabilmente non inizierà a esportare petrolio fino al 2020.

Fonte: Stratfor

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Cristiano Volpi
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