Energie rinnovabili, la Francia promette 2 miliardi di € per l’Africa entro il 2020

Energie rinnovabili, la Francia promette 2 miliardi di € per l’Africa entro il 2020

Il presidente Francois Hollande ha tenuto il summit “Climate Challenge e soluzioni africane” Martedì primo dicembre, summit che si e’ svolto a margine del COP21. Questo vertice ha riunito dodici capi di Stato africani, il Presidente della Commissione dell’Unione africana e i rappresentanti di diverse governi e istituzioni internazionali (Banca mondiale, Banca africana di sviluppo), per discutere le soluzioni alle tre grandi sfide: l’accesso alle energie rinnovabili, la lotta contro la desertificazione e la conservazione del lago Ciad.
La Francia ha promesso 2 miliardi di euro entro il 2020, nelle energie rinnovabili in Africa. “La Francia vuole dare l’esempio,” dimostrano che non è solo “sostegno alle forze africane” come in Mali e nella Repubblica Centroafricana (CAR), ha dichiarato il capo di stato francese davanti ai suoi omologhi africani. I 2 miliardi promessi per le energie rinnovabili rappresentano un “aumento del 50% rispetto agli ultimi cinque anni”, ha detto l’Eliseo. L’Africa quindi riceverà “una quota molto consistente” dello sforzo finanziario globale da parte della Francia per la lotta contro il riscaldamento globale, sforzo che dovrà essere fra i 3 i 5 miliardi di euro all’anno entro il 2020, ha detto Francois Hollande.
L’Africa ha subito il peso delle conseguenze del riscaldamento globale, mentre è responsabile di solo il 4% delle emissioni globali di gas serra. C’è “un debito ecologico con cui il mondo deve fare i conti per quanto riguarda il continente africano”, ha detto Francois Hollande. Definendo l’accordo come  ambizioso, alla fine della COP21, il Presidente dell’Unione africana Nkosazana Dlamini-Zuma ha chiesto il riconoscimento di una “responsabilità differenziata che tenga conto delle capacità individuali”, dei paesi sviluppati e dei paesi emergenti. La situazione in Africa, ha dichiarato il  della Guinea Alpha Condé, non necessita di  dichiarazioni “generali”, ma “proposte concrete” della comunità internazionale. “Vogliamo un quadro chiaro per le dighe idroelettriche”.

 

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Cristiano Volpi
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